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08 Giugno
2017

Il papà di Luca è il promotore del disegno di legge

Era il 4 giugno 2013 quando la vita di Andrea fu terribilmente sconvolta. Dimentica in auto, alla periferia di Piacenza, suo figlio di 2 anni. Il bambino rimane per ore sotto il sole e fu proprio Andrea, nove ore dopo, a ritrovare suo figlio privo di vita. Indagato inizialmente per omicidio colposo, fu assolto grazie a una perizia psichiatrica che lo giudicò qual giorno "incapace di intendere e di volere" poiché colpito da amnesia dissociativa.

Dopo questa terribile esperienza, Andrea vuole non rendere vana la morte di suo figlio e diventa il promotore del disegno di legge che oggi obbliga l'installazione di un dispositivo anti-abbandono in grado di segnalare la presenza del bimbo a bordo.

In questi anni ho sempre cercato di far capire che si tratta di tragedie facilmente evitabili: bisogna rendersi conto che purtroppo può succedere a tutti, le modalità con cui hanno luogo questi drammi sono tutte simili, identiche alla mia.

La legge indica che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti emani le caratteristiche tecniche e funzionali entro 60 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento.
L’obbligo si applicherà decorsi 120 giorni dall’entrata in vigore del decreto ministeriale per permettere ai produttori di seggiolini e di dispositivi di adeguarsi alle direttive indicate.
Ad oggi, la data che si ritiene più sicura per l’entrata in vigore della nuova legge per prevenire l’abbandono in auto dei bambini è novembre 2019.

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